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Formazione

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Nella moderna società globale, la conoscenza e lo sviluppo delle nuove tecnologie hanno imposto standard professionali sempre più elevati e in continua evoluzione. Per rispondere a queste esigenze è necessario programmare e progettare azioni formative specifiche, in grado di ridurre i rischi di marginalità economica e sociale.

Le competenze e conoscenze richieste non possono più essere trasferite esclusivamente attraverso i modelli tradizionali ma necessitano di percorsi strutturati su diversi livelli di apprendimento. Al primo livello formativo, affidato al sistema scolastico che fornisce competenze tecniche di base e soft skills, deve obbligatoriamente seguire una formazione di tipo avanzato che tenga presente la complessità dei nuovi sistemi produttivi, per poi proseguire con una formazione sul luogo di lavoro. L'impresa non dev'essere intesa solo come un luogo di produzione ma anche come un'occasione di crescita e formazione del lavoratore.

In questa delicata fase il Centro Studi propone un’analisi e una divulgazione scientifica sui temi che determinano il nuovo sistema della formazione, consapevole che al centro del mercato del lavoro dovrà esserci la persona con tutte le sue peculiarità.  L'obiettivo è quello di fornire al lavoratore elevata specializzazione, capacità di multitasking e flessibilità per predisporlo alle transizioni occupazionali di ruolo e mansioni.

Il costante adeguamento delle competenze, necessario per favorire l'occupazione e migliorare la produttività delle imprese, impone una nuova definizione della formazione, poiché essa diventa uno strumento fondamentale e un punto di congiunzione tra lavoratore e impresa.

La formazione non può essere esclusivamente indirizzata a fornire competenze e creare luoghi di lavoro sicuri: deve favorire la crescita sociale e personale del lavoratore. Valorizzare le risorse umane diventa una scelta fondamentale per tutte quelle imprese che desiderano avere un costante vantaggio competitivo da affiancare ad una buona dotazione strutturale e relazionale.

La formazione del lavoratore in caso di mutamento di mansioni

 

michele giammusso 3

Il comma terzo dell’art. 2103 c.c., nella sua nuova formulazione ad opera del Job Act stabilisce che “Il mutamento di mansioni è accompagnato, ove necessario, dall’assolvimento dell’obbligo formativo (…)”.

La norma in esame disciplina le modalità e i limiti in cui il datore di lavoro può adibire i lavoratori a mansioni differenti da quelle assegnate all’atto dell’assunzione, nella ricerca di un equilibrio tra le esigenze di flessibilità e cambiamento che caratterizzano l’attività di impresa e la tutela dei diritti dei lavoratori.

Fino alla riscrittura della norma - avvenuta nel 2015 - il tema della formazione era stato assente dalla disciplina del mutamento di mansioni e la giurisprudenza prevalente, salvo qualche rara apertura (1), non ha riconosciuto un diritto alla formazione in capo al lavoratore dipendente.

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Il mercato del lavoro 4.0: Le Soft Skills

Roberta Anzalone tondo

Il veloce ed inarrestabile avanzamento tecnologico e la crescente digitalizzazione dell'economia comportano l’obsolescenza delle conoscenze tradizionali e la nascita di nuove opportunità di lavoro, per lo più sotto forma di lavoro autonomo, sfumando sempre più i confini tra datore di lavoro e lavoratore dipendente.

L'emergere delle nuove piattaforme digitali e dell'automazione richiedono sempre più ai lavoratori del mercato del lavoro 4.0 la padronanza di nuove competenze trasversali e il rafforzamento delle abilità sociali, gestionali e comunicative.

 

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