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Expert Corner: la parola a Nicolò Bramonti

Foto di Nicolò Bramonti

Proseguendo con il progetto Expert Corner: la parola all'esperto, oggi vi presentiamo Nicolò Bramonti, Data Analyst & Quality Specialist presso Bulgari.

L'intervista rilasciataci rappresenta un contributo di grande valore, che offre una brillante analisi del fenomeno della Digital Transformation ed importanti spunti di riflessione su di esso.

Buona lettura!

 

Tema 1: Trasformazione digitale in azienda e cambiamenti organizzativi 

•  In che modo la trasformazione digitale ha impattato sulle caratteristiche dei sistemi decisionali e sulle strutture organizzative aziendali, negli ultimi 3 anni? 

La trasformazione digitale a livello organizzativo definisce molteplici possibilità di decentramento. Pensando all’Italia, l’inserimento e l’adozione delle tecnologie del modello industria 4.0 erano state immaginate anche in ragione di un decentramento e una maggiore flessibilità organizzativa; fenomeno che però dovrebbe presupporre un miglioramento nelle pratiche di comunicazione e relazione in rete, sia dal punto di vista dei materiali e degli strumenti impiegati, sia delle persone. I sistemi decisionali sono ancora molto legati ai modelli aziendali tradizionali, ma è innegabile il supporto fondamentale dato dalla trasformazione digitale: basti pensare ai sistemi di monitoraggio aziendali e ai modelli sempre più avanzati di analisi dei dati. A partire da subito, questi cambiamenti dovranno essere sempre più accompagnati da cambiamenti culturali, di attitudini organizzative, decisionali, cioè il “come” si fanno le cose. In questo modo, tutti potranno comprendere le possibilità organizzative che ci mette a disposizione la tecnologia, a partire dal già comprovato incremento di efficacia e di efficienza in termini di spazio e tempi. 

•  Quali obiettivi dovrebbe raggiungere una efficace Strategia Digitale da qui ai prossimi 2 anni? 

Sicuramente l’obiettivo primario non sarà tanto implementare strumenti nuovi – sebbene questo sia comunque rilevante – quanto piuttosto una trasformazione culturale indirizzata verso l’adozione dei concetti e degli strumenti appartenenti all’innovazione digitale. Questo vale sia per quei soggetti che devono quotidianamente adottare soluzioni innovative sia per le risorse umane nel complesso. 

Tema 2: Evoluzione del sistema HR, nuovi profili professionali e gestione delle competenze 

•  Quali sono le principali sfide che bisogna affrontare oggi per una efficace gestione delle risorse umane? 

La maggiore sfida sta nell’essere proattivi, nel ricercare e valutare l’innovazione. Il nodo centrale riguarda la formazione: servono corsi di aggiornamento e formazione che spingano verso una maggiore adozione di nuovi strumenti e dei metodi di lavoro. Questo porterebbe ad una maggiore consapevolezza dei vantaggi connessi e una maggiore serenità verso il cambiamento. Faccio un esempio, se avessimo potuto prevedere con in anticipo la necessità di un utilizzo così massivo dello smart working, sicuramente avremmo avuto modo di sperimentare gli effetti in termini di efficacia relativa all’adozione nella propria attività aziendale. In Italia, lo smart working esiste da anni, ma a livello culturale è sempre stato difficile da accettare, ora dobbiamo accettarlo tutti per forza e non è detto che funzioni sempre e bene. 

•  In che modo una gestione per competenze può far coesistere e dialogare i profili professionali emergenti con quelli più tradizionali? 

Può evidenziare maggiormente l’impatto dell’innovazione su un determinato processo aziendale. In questo modo si potranno conciliare i profili più tradizionali con quelli più innovativi per un dialogo basata su una percezione più pratica de gli effetti della trasformazione digitale. 

Tema 3: Impatto delle nuove tecnologie su processi e attività 

•  Che impatto ha avuto il digitale sui processi operativi e sulle attività lavorative negli ultimi 3 anni? 

L’impatto è stato sicuramente forte, normalmente le innovazioni introdotte dalle trasformazioni digitali vengono definite “disruptive”, nel senso che modificano radicalmente e definitivamente la realtà che conosciamo. Per tornare all’esempio precedente, fino a tre anni fa lo smart working non era nemmeno concepito in molte realtà, anche di grandi dimensioni. Ad oggi è sotto gli occhi di tutti come il lavoro smart è sicuramente un’opportunità adottabile per rispondere a diverse esigenze. Molte delle tecnologie 4.0 ora sono state largamente adottate, pensiamo al cloud e all’internet of things, all’utilizzo dei big data per e all’analisi dei dati, alla sicurezza informatica. Ci sono tecnologie più di nicchia come la realtà virtuale e la realtà aumentata, che hanno rivoluzionato e rivoluzioneranno ulteriormente alcuni processi, attraverso una implementazione delle possibilità di utilizzo. 

•  In che modo le nuove tecnologie hanno impattato sulla gestione di spazi e tempi di lavoro? 

Sono stati stravolti e forse non ancora del tutto. Il digitale ha più che dimezzato i tempi e ha sicuramente ridotto il valore e il concetto di spazio, perché la possibilità di essere sempre connessi ha ridotto l’importanza di trovarsi tutti fisicamente in un luogo. In un sistema digitalizzato i network hanno un’importanza fondamentale, e chiaramente superano la dicotomia spazio-tempo di lavoro. 

Tema 4: Il ruolo della formazione continua 

•  Di quale tipo di formazione si sente maggiore necessità nel mercato del lavoro italiano? 

Oggigiorno abbiamo bisogno di profili ibridi. Sicuramente si andrà sempre più verso figure che abbiano una certa versatilità e flessibilità. In quest’ottica tutti i profili verranno interessati dalla necessità di conoscere il valore aggiunto relativo all’adozione di strumenti innovativi e, anche se più marginalmente, il loro utilizzo. È importante formare profili che sappiano comprendere e valorizzare la trasformazione digitale all’interno della propria professione e altri profili derivanti direttamente dalle nuove opportunità digitali. In questo mix di nuove e vecchie competenze rimane di fondamentale importanza il valore delle soft skills. 

•  In che modo e con quali strumenti ritiene sia possibile intervenire per raggiungere un adeguato livello professionale? 

L’Università è certamente lo strumento per eccellenza per allineare domanda e offerta di lavoro, così come gli Istituti Tecnici Superiori. Sarebbe necessario un aggiornamento dell’offerta formativa, più orientata alla digital transformation, e i corsi tradizionali andrebbero in tal senso rivisti. Il discorso si allarga a tutti i contesti formativi, perché la trasformazione digitale è un cambiamento sistemico, che richiede una formazione a 360 gradi e lungo l’intero arco della vita professionale delle persone. Tutte le realtà vengono toccate da questo cambiamento e dobbiamo tenerne conto se pensiamo agli impatti che si avranno, a partire dalla formazione in termini di competenze. 

Tema 5: La gestione giuridica del rapporto di lavoro 

•  Alla luce dei più recenti cambiamenti – organizzativi e digitali – quali sono i principali aspetti giuridici del rapporto di lavoro andrebbero rivisti e modificati? 

In quest’ambito bisogna fare una considerazione: è necessario un aggiornamento giuridico del rapporto di lavoro relativo a tutte quelle figure professionali nate con la “rivoluzione 4.0”. Si parla molto di nuovi profili professionali come ad esempio esperti di big data o di sistemi cloud ma oltre a ragionare su come inserire tali competenze bisogna capire come regolamentarli da un punto di vista giuridico.

 

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